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/ Encausto

Lavorazioni ad Encausto

Quando si parla di lavorazioni ad encausto sono possibili molteplici interpretazioni. Gli interventi di restauro, ristrutturazione, tinteggiatura o recupero di superfici possono assumere un aspetto completamente nuovo se ultimati con una tendenza estetica più ricercata. Le tecniche decorative richiedono professionalità e competenze: per questo Cino Gori cerca sempre di portare nelle case dei propri clienti una grande manualità senza gravare sui costi di intervento. Negli ultimi anni, grazie alla presenza sul mercato di nuovi prodotti per tinteggiature professionali, si sono diversificate le soluzioni decorative e si sono ridotti i tempi di applicazione. Bastano pochi giorni di lavoro, combinati ad un'adeguata tecnica applicativa, per realizzare pareti uniche e dal grande fascino. Il commento che più spesso viene fatto è proprio "viene voglia di toccarle!": a testimonianza dell'importanza di un lavoro di applicazione uniforme e attento. Ridotti i tempi, è oggi accessibile a tutti un restauro di superfici o un'applicazione in stile: i costi sono più bassi e le nuove tipologie di prodotti da parete aiutano ad ottimizzare i costi di intervento.
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Definizione del termine: - Antica tecnica pittorica, fondata sull'uso di colori sciolti nella cera e applicati a caldo sull'intonaco. - Soluzione molto densa in forma di pasta di cere in solventi organici, usata per la lucidatura a cera di mobili. Mitizzato dai romani, divenuto una sorta di Sacro Graal per i pittori del Rinascimento, l’encausto è sempre circondato da un alone misterioso. E’ la tecnica più discussa sotto il profilo tecnico, quella che portò Leonardo da Vinci a una clamorosa sconfitta, a Firenze, al termine del dipinto parietale che raffigurava la battaglia d’Anghiari. Leonardo aveva stemperato i pigmenti colorati nella nera cera sciolta dal fuoco; aveva proceduto alla stesura pittorica. E, in seguito, riscaldando la parete affinchè il colore si amalgamasse perfettamente e potesse poi, una volta rappreso, essere lucidato vide cera e colore sciogliersi miseramente. Per il pittore fu un episodio amarissimo. Il muro, a causa della presenza di cera, fu a tal punto impraticabile da altri pittori, che venne coperto da altri mattoni e da altra malta; poi utilizzato da Vasari per i nuovi affreschi. Va ricordato inoltre il processo cosiddetto di "encausticazione", comune nella pittura romana antica, che consisteva nello stendere uno strato di cera finale come protettivo del dipinto già realizzato.